TREE HOUSE
- febbraio 6th, 2009
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Chi da bambino o anche da adulto non ha mai sogna di avere una casa sull’albero?
Un’azienda scozzese, la Treehouse Company ha reso possibile concretizzare questo sogno…anche se i prezzi non sono esattamente una favola.In effetti non è nè la prima nè l’unica a realizzare questi capolavori ma è sicuramente una tra le più rinnomate e originali.Una connessione con la natura e il recupero dei materiali hanno ispirato questo sensibile processo di costruzioni che rispettano l’ambiente.
Alcune di queste strutture sembrano essere il posto ideale per una fuga temporanea dalla caotica vita di tutti i giorni fatta di tanto cemento e poco verde, un piacevole ritorno al passato, un’emozionale esperienza abitativa. In Italia dal maggio del 2003 Thomas Allocca si occupa del progetto WA “wooden architecture” il quale, seguendo un’architettura albero-centrica, sostiene che “senza alberi non esiste architettura in legno…non esiste architettura alcuna”.


“Gli artisti che dedicano il loro talento a fare belli gli oggetti d’uso sono gli educatori del popolo, nel vero senso della parola”.- di Louis Comfort Tiffany.
A tutti sarà capitato di affrontare piccole situazioni aggiungendo un pizzico d’immaginazione…la cosa bella è che lo facciamo spesso, è naturale ma non ce ne rendiamo conto. Quante volte ci hanno imboccati da piccoli o abbiamo imboccato i nostri figli simulando un’ aereo con le posate, quante volte ci siamo ritrovati a cantare sotto la doccia con il pugno stretto a microfono, o ci siamo immaginati
ospiti in situazioni buffe… Ormai luoghi comuni e modi di dire sono stati detti e stradetti tanto che non vengono neanche più usati nel linguaggio comune… Ma se provassimo a visualizzarli?
come per esempio nella simpatica forchetta “Airforkone” con il manico a forma di aereo o la gommina antiscivolo per doccia a forna di buccia di banana o la spugna-microfono…





Nella società contemporanea, cosiddetta dei servizi l’azienda Luise Parati, specializzata in rivestimenti (in tessuto, carta, moquette, legno, ecc.), copriletti, imbottiti, tappeti e
si distingue infatti per la cura del dettaglio offrendo soluzioni di personalizzazione dell’ambiente attraverso un’accurata selezione dei materiali in base al tipo di utilizzo, alla qualità e all’originalità. La loro scelta di stare vicino al cliente dalla fase dell’ideazione del progetto all’istallazione e addirittura col servizio post-vendita trova il suo riscontro nei risultati finali.
Non si limitano a lasciare il segno personalizzando i locali con inconfondibile eleganza nella 




Il segreto per risultare eleganti ma allo stesso tempo fuori delle righe è sempre stato un gioco di dettagli. E’ possibile quindi mantenere linee semplici, classiche e valorizzandole con oggetti originali. L’azienda Heller presenta dei prodotti adattabili ad ogni tipo di mobilio e dal design curioso che saprebbero rendere unico qualsiasi ambiente. Una particolare attenzione va a quattro poltrone d’avanguardia che ci riportano appunto agli anni ’60: i modelli Bocca, Kiss, Joe e Capitello….pezzi sfiziosi per chi vuole rompere la monotonia!
Negli anni ’60 il colore e altre “forme” diverse dall’arredamento occidentale erano simbolo di trasgressione. Superata però questa connotazione negativa, anche grazie a studi psicologici e sociologici, il colore e nuove teorie sono state rivalutate per pareti e complementi d’arredo analizzandone il legame con la psiche e il comportamento.
Il raggiungimento dell’armonia tra soggetto e ambiente sarebbe un processo lungo e dettagliato ma per chi volesse trarre spunto da questa pratica potrebbe iniziare sforzandosi di percepire le relazioni che si creano tra tra un qualsiasi stato d’animo e la propria casa,il proprio ambiente lavorativo, l’esterno e meditando su come, per esempio, sarebbe difficile associare un arredamento cupo ad una persona ottimista e dinamica. Altro modo di pensare a come trarre il massimo benessere da ciò che ci circonda è secondo il principio dello specchio per il quale siamo noi stessi a riflettere all’asterno la nostra energia positiva o negativa.
Negli anni ’60 ’70 da Richard Long si espande una nuova corrente artistica che unisce natura,architettura e urbanistica. Il nuovo approccio è interessante perchè si riconosce l’ intervento dell’uomo sulla natura e se ne fa arte traducendo la modifica del paesaggio in esperienza creativa. Le opere sono sicuramente più facili da vedere che da spiegare…proviamo a immagimare un mastodontico molo di quattrocento metri a forma di chicciola che per l’artista, Robert Smithson simboleggia l’entropia umana…con questo esempio possiamo provare a descrivere la maestosità di queste realizzazioni che sono destinate e cadere nel tempo ma che al tempo stesso hanno un forte impatto su chi riesce a vederle. In effetti anche la storia ci può aiutare a comprendere le Piramidi egiziane, i giardini Zen, la Grande Muraglia Cinese son tutti capolavori che mettono a contatto l’uomo e la natura. 
