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Si parla tanto di riciclaggio ma come fare quando ci troviamo di fronte a grandi oggetti come ai mobili e ai quali siamo particolarmente legati affettivamente?
La risposta ci è data da una tendenza d’arredo sorta nell’800 negli Stati Uniti che si chiama “shabby chic”. Il termine significa “trasandato-chic” ma non dobbiamo farci ingannare dalla traduzione…questo stile, sviluppatosi gazie all’architetto americana Rachel Aswell, ci insegna infatti che l’eleganza non stà per forza nel nuovo. Grazie a questa tecnica potremmo dare luminosità e funzionalità alla nostra casa reinterpretando in chiave romantica, raffinata e semplice l’arredamento di altri tempi. Alcuni caratteristiche che lo distinguono sono: ovviamente l’effetto sbiadito e usato che rispecchi l’artigianato di tradizione; l’utilizzo dei delicati colori pastello per oggetti, stoffe, fiori, vetro, vasi, maniglie che vanno a decorare la base bianca dell’arredamento; l’impiego di piatti, bicchieri e posate d’epoca rigorosamente scompagnati.
Una tecnica francese usata in in questa corrente ci viene da Luigi XV , si chiama “decapè” e prevede un effetto di invecchiamento e usura del legno ritinteggiando colori chari sopra a colori scuri.
Più che uno stile ne deriva un grazioso modo di essere.